Dopo una settimana esatta sono tornato a casa tua. Non ho trovato nessuno a farmi le feste e non ho lasciato nessuno sguardo triste quando me ne sono andato. Il nulla. Ombre sfuggenti di quello che sei stato mi hanno accompagnato tutto il tempo della mia permanenza. Ho raccolto le tue cose, il tuo guinzaglio, le tue ciotole. Ho bruciato la tua pedana preferita, tutto intorno ossa sgranocchiate e giochi improvvisati, bastoni di legno, palloni bucati.

Sovente gettavo lo sguardo verso il luogo esatto della tua sepoltura. Eviterò di tornarci il più possibile, non riesco a varcare la soglia del cancello sapendo che non ci sarà nessuno a scodinzolare con la bava alla bocca per il pezzetto di würstel dove nascondevo le pillole. Lo ingoiavi per intero, nemmeno lo masticavi! Che bravo cane che eri, un gigante dal cuore di burro, incapace di fare del male. Non sentirò più abbaiare , la tua voce inconfondibile, i tuoi occhioni di ghiaccio, non mi incazzerò più perché mi sbavi i pantaloni e la maglietta. È stato bello averti per amico. Riposa in pace cucciolone.