Non è facile parlare mentre qualcuno ti tiene sotto tiro pronto a crivellarti al minimo sospetto, Mike fu veramente coraggioso a prendere la parola, anche perchè era l’unico modo per provare a tirarci fuori vivi da quella situazione.

:-“ Maria mi ha detto dove avrei potuto trovarvi, siamo interessati ad acquistare della coca, tutto qui, lo giuro!” – disse Mike cercando di dominare il nervosismo,

:-“ Ah, siete qui per acquistare quindi, e sentiamo quanti chili vi servono?”

:-“ Chili ? Ho portato con me solo 1.000.000 di lire – fece Mike in visibile difficoltà, tirando le banconote fuori dalla tasca.

:-“ Capo , ma per chi ci hanno preso questi Cabrones? Io li farei fuori all’istante!” – Intervenne l’uomo col mitra.

:-“ No no, aspettate ! “ – mi intromisi allarmato temendo per il peggio – “prenderemo un chilo!”

:-“ Ma che cazzo stai dicendo?” – mi fulminò Mike.

:-“ E sentiamo, come lo pagheresti?” – mi chiese il cugino di Maria interrompendo Mike che restò a fissarmi sgomento.

:-“ Dopo la vendita, vendiamo la roba e vi portiamo i soldi, quanto ci vuole? Un mese?” -chiesi, dimostrando la mia totale inesperienza nel campo dello spaccio.

I tre colombiani scoppiarono a ridere in sincronia.

:-“ Avete una settimana per portarci 80.000.000 di lire, questo è il prezzo, se provate a fotterci morirete voi e le vostre famiglie nel peggiore dei modi immaginabili…Pedro, prendimi un “coso” da 1 chilo”. 

Subito i Colombiani cambiarono atteggiamento, mostrandosi quasi premurosi nei nostri confronti, l’energumeno ci aiutò a rialzarci e ci fece cenno di sederci sul divanetto. 

:-“ Dunque signori” – disse il cugino di Maria prendendo la parola e il “coso” in mano – “ qui dentro c’è un chilo di cocaina molto pura, circa al 96%, coca Colombiana, ci vediamo qui tra una settimana esatta, portateci i nostri soldi e vi risparmieremo la vita, il mio nome è Miguel Esteban e da questo momento in poi fino a quando non mi riporterete indietro il denaro, il vostro culo appartiene a me.” 

Ci congedò stringendoci la mano. Al polso spiccava un Rolex in oro massiccio e diamanti, sul volto un sorriso da iena più falso di una banconota da 15.000 lire. 

Prendemmo il “coso” che occultai sotto la maglietta e lasciammo la camera con ancora le gambe tremanti ma grati di poterlo farlo con le nostre!

Mike non proferì parola mentre ci dirigevamo in macchina.

Una volta dentro , tremante, prese una marlboro, quella capovolta, mi porse il pacchetto per invitarmi a fare lo stesso e accettai. Dalla tasca estrasse il pacchetto di fiammerei recante l’immagine dell’insegna di El Flamingo, sfregò il cerino e mi fece accendere per primo, poi si accese la sua. Il tutto avvenne in un surreale silenzio…

Fece un tiro, si sentivano i pezzettini di tabacco incendiarsi sotto l’effetto dell’aspirazione dell’aria. Espirò tutto il fumo che aveva immagazzinato nei polmoni riempiendo l’abitacolo dell’auto e solo a quel punto mi disse: -“ Ma ti rendi conto in che cazzo di guaio ci siamo cacciati? Come cazzo lo vendiamo un chilo di coca in una settimana!? “

Non ne avevo la più pallida idea ma di sicuro quell’azzardo fu l’unica maniera che ci permise di uscire vivi da quell’incontro.

Arrivammo a casa di Mike, mi sfilai il “coso” da sotto la maglietta e lo misi sul tavolo.

:”- Ho un idea! “- esclamai eccitato – “ Ci faremo aiutare da Maria, in fin dei conti è sua la colpa se siamo finiti in questo guaio”.

:-“ …e in che modo?” – mi domandò Mike perplesso.

:-“ Lei è una cocainomane, le offriremo della coca in cambio, sarà la nostra adescatrice di potenziali clienti, un po’ come ha fatto con te, ma stavolta saremo noi a venderla!”

:-“ E credi che accetterà?” 

:-“ hai un idea migliore?” – risposi.

Ci pensò su un attimo, poi mi fece : -“ Ok, andiamo al Flamingo, magari la becchiamo!”

Erano le 22 circa quando parcheggiammo fuori dal locale. 

Un’enorme insegna al neon  El Flamingo si stagliava tra un grosso fenicottero e una palma stilizzata anch’essi al neon.

All’ingresso due buttafuori in abito scuro. Ai lati della porta c’erano due tucani finti e altre palme. C’era la fila per entrare e aspettammo il nostro turno.

I buttafuori ci squadrarono dalla testa ai piedi, probabilmente non avevamo un bell’aspetto, eravamo in giro dalle 10 di mattina! Sfoderai il mio migliore sorriso e dissi :-“ é il mio compleanno, vogliamo solo divertirci senza fare casini”

Forse impietosito dalla mia richiesta , il gorilla dopo essersi scambiato un occhiata col collega ci spinse dentro! 

C’era un enorme sala da ballo con un’ orchestrina di scatenati musicisti su un palco. 

Lungo il perimetro erano sistemati i tavoli in modo da lasciare spazio a chi desiderava ballare.

:-“ La vedi?” – domandai a Mike.

:-“ No” 

Ci accomodammo ad un tavolo mentre la gente ballava e si divertiva alla grande. Il locale pullulava veramente di belle ragazze, e a dire il vero molti dei maschi che vedevo mi sembravano pure abbastanza finocchi! 

Una cameriera in eleganti abiti succinti venne a portarci il menù lasciandoci in omaggio dei fiammiferi El Flamingo.

Mike non aveva scordato il motivo della nostra presenza in quel posto e non smetteva un secondo di cercare Maria tra la folla.

:-”Probabilmente non è qui stasera”- pensai ad alta voce. 

Proprio mentre cominciavamo a perdere le speranze una ragazza statuaria in minigonna con le spalle di fuori ci venne incontro sorridendo. Alta, pelle bruna,capelli neri lisci e lunghi e un sorriso che toglieva il fiato.

:-“ Mike. Amor de mi vida! “- diceva mentre si avvicinava.

Mike si alzò e appena lei ci raggiunse le fece un romantico baciamano guardandola eroticamente negli occhi e le disse :-“ Maria, bellissima come sempre, accomodati ti prego.”

La invitammo a prendere posto al tavolo e dopo le presentazioni di rito saltammo subito al punto, anche perchè una spada di Damocle da 80.000.000 di lire pendeva sulle nostre teste e non avevamo intenzione di perderle.

 :-“ quindi voi due sfigati pensate che io sia disposta a trovarvi i clienti per vendervi la cocaina? “ – ci chiese visibilmente incazzata dopo averle esposto il piano. – siete fuori come due balconi, e in cambio di che cosa dovrei farvi questo favore? – continuò.

:-“ Coca”- le risposi secco.

:-“ andate a cagare!” – ci disse Maria guardandoci negli occhi , si alzò di scatto e se ne andò lasciandoci soli al tavolo.

:-“ Te lo dicevo che non era una buona idea, cazzo! E ora?”

Forse Mike non aveva tutti i torti, ma al momento non avevo altre idee. 

Dieci minuti dopo, mentre eravamo assorti nella nostra disperazione alla ricerca di una soluzione concreta, Maria tornò a sedersi con noi al tavolo.

:-“ domani a mezzogiorno al parcheggio qui dietro, 50 grammi. È un medico. “ – ci bisbigliò.

:-“ Sei un angelo amore mio! “ le disse languidamente Mike.

:-“ Voglio coca e il 5% sul venduto. Prendere o lasciare!”- ci disse.

:-“ Prendiamo!” – feci io.

:-“ tagliate la cocaina, comprate levamisolo, fenacetina , lidocaina ed efedrina e fate due parti di coca e una di tutte quelle sostanze. Ho detto al dottore di portare 5 milioni, 100.000 lire al grammo dovreste riuscire a tirarci fuori un discreto guadagno. A fine vendita del chilo voglio 5 milioni di lire per il disturbo.”

Accettammo le condizione senza fiatare , prendemmo anche istruzioni su come tagliare la coca, ci rendemmo conto che così facendo avremmo ottenuto circa 1,3 kg. di prodotto che a 100.000 lire al grammo avrebbe fruttato 130 milioni di lire.

Finalmente quella giornata finì. Tornai a casa ormai a mezzanotte passata e trovai tutti svegli ad aspettarmi. Mio padre e mia madre visibilmente preoccupati e incazzati neri, mia sorella mi aspettava più per godersi il cazziatone che per la preoccupazione.

Mi sorbii una predica che durò almeno un’ora prima di poter raggiungere la mia camera, avevo solo voglia di dormire, ero stanco morto.

Mi buttai nel letto pronto ad abbandonarmi tra le braccia di Morfeo, in quel momento passò mia sorella che prima di ritirarsi si fermò sulla porta della mia camera e mi disse: – “Coglionazzo, la prossima volta fai almeno una telefonata per avvisare che fai tardi, mamma e papà sono stati in pensiero per te.”

:-“ hai ragione”- risposi a capo chino – “aspetta devo darti una cosa” – presi un foglietto dove avevo appuntato il nome di tutte quelle sostanze utili per tagliare la coca e glielo diedi. – “visto che lavori in farmacia potresti prepararmi queste cose? Mi servirebbero per domani per le 9 e mezza”

Mi strappò il foglio dalle mani e sparì in camera sua. 

Chiusi gli occhi e caddi in un sonno profondo.