After Life!

Da qualche anno è in commercio il rivoluzionario prodotto della Apple, un microchip sottocutaneo che acquisisce le abitudini e la personalità del soggetto ospitante. 

Più tempo il chip resta impiantato e più informazioni esso raccoglie.

Alla morte del soggetto il microchip viene estratto e i dati in esso contenuto vengono trasferiti su dei server che creano l’avatar digitale del defunto identico nell’aspetto e nella voce.

Attraverso complessi software l’avatar sarà in grado di agire proprio come la persona su cui era installato il chip.

I familiari in vita possono scegliere, in base alle proprie possibilità economiche, in quali server trasferire l’avatar. Ce ne sono di tutti i tipi e tutti abbastanza costosi a dire il vero. Si può scegliere tra città perfettamente ricostruite, mondi immaginari, perfino cittadine del vecchio west o navi da crociera.

Proprio come se si trattasse di un videogame si può acquistare una casa , un automobile, vestiti e migliaia e migliaia di altri articoli e gadget per arricchire l’avatar.

Una volta sottoscritto l’abbonamento si potrà accedere al mondo virtuale sul quale si muove l’avatar, sarà possibile intrattenere una conversazione, guardare in streaming le ultime produzioni cinematografiche, eventi sportivi e concerti, commentando in tempo reale.

Sarà come dare una seconda vita al defunto.

I risultati sono incoraggianti, il prodotto è molto apprezzato e aiuta a superare meglio il trauma della morte. Sono già in commercio piani per prenotare gli stessi server per più membri della stessa famiglia. 

Grazie alle app è possibile portare sempre con se i propri cari, immaginate l’emozione di laurearsi e fare partecipare i propri genitori che non ci sono più e riceverne i complimenti a fine tesi! O ancora battesimi e comunioni dei propri nipoti.

Allo stato attuale sono in studio software in grado di fare interagire tra di loro autonomamente gli avatar , le implicazioni future in questo campo sono innumerevoli e si potrebbe essere in grado di raggiungere l’”immortalità” virtuale finché server non ci separi.

Cosa ne pensate di queste possibili tecnologie se in un futuro molto prossimo fossero attuabili?