Come avrete capito da quello che vi ho raccontato fin qui, di clienti e situazioni strane me ne capitano a bizzeffe, in alcuni casi mi è difficile credere a quello che accade sotto ai miei occhi ma dopo tanti anni in cui sono successe le cose più incredibili non mi stupisco più di niente.

L’altro giorno , per esempio, mi è capitato di aver conosciuto un signore che aveva una strana ossessione: il phon!

Riparato sotto la tettoia della fermata del bus e in evidente stato di agitazione appena mi ha visto in strada mi ha subito fermato.

:-“Salve, è libero? Può portarmi alla stazione? Sono molto in ritardo!”

:-“ma certo, salga pure. “- risposi.

Salito a bordo cominciò a rilassarsi rincuorato dal fatto che fosse diretto alla sua destinazione e si spalmò sul sedile strusciando lievemente la schiena e muovendo le spalle quasi a voler formare una nicchia sulla quale inglobarsi.

:-“Posso chiederle una cortesia?” – mi domandò aggrappandosi alla spalliera del mio sedile portandosi in avanti – “potrebbe accendere il riscaldamento alla massima velocità ?“

Eravamo ad ottobre inoltrato e la temperatura era abbastanza pungente, di quelle che ti si congela il naso, le orecchie e le punte della dita.

: -“Non c’è problema , effettivamente oggi fa freddo!” – gli dissi azionando la stufa.

:-“ Sa, non è tanto per il freddo, il rumore della ventola mi rilassa!”- fece l’uomo.

:-“ Veramente lei riesce a rilassarsi con questo chiasso?” – gli domandai alzando un po’ la voce .

“Si! Più il rumore è forte e più l’aria è calda e più mi rilasso!”

Sorrisi a quell’affermazione e allo stesso tempo capii quanto fosse diverso per ognuno di noi il concetto di rilassamento!

:”È una cosa che mi porto dietro da quando ero piccolo, mi capitava infatti che se rimanevo a letto per la febbre o perché non andavo a scuola e mia madre si asciugava i capelli in bagno col phon , mi mettevo completamente sotto le coperte e restavo immobile ad ascoltare quel suono che mi faceva sentire protetto e al sicuro.

Adoravo quel rumore. Anche andare dal barbiere era diventato una forma di piacere , cercavo di andarci sempre di sabato con la speranza di trovarci un sacco di gente. Mi mettevo su una poltroncina, prendevo una rivista e mi godevo quel continuo uso di phon, a volte fino ad addormentarmi ! Quando veniva il mio turno a fine taglio chiedevo al barbiere di asciugarmi per bene i capelli perché altrimenti sarei stato colpito da un attacco di cervicali!

Poi però la cosa cominciò ad aggravarsi.

Quando andai a vivere da solo presi l’abitudine di fare la cacca col phon acceso e quelle sedute si trasformarono in bivacchi! Le riviste furono sostituite dai libri e le pagine diventarono interi capitoli. Passavo delle ore seduto in bagno. In inverno lo accendevo sempre e ovunque, in bagno, sul divano, a letto . Non era raro che mi addormenti col phon acceso!

È diventato un oggetto indispensabile tanto che li compro sempre a due due perché la paura di rimanere senza è tanta!

Quando conobbi mia moglie un po’ mi vergognavo di questa cosa e i primi tempi limitavo l’utilizzo dell’asciugacapelli. Poi un giorno la trovai a letto col phon acceso , un’ altra volta ancora in bagno che si scaldava le mani con l’asciugacapelli…parlando venne fuori che anche lei adorava quello sputa aria calda rumoroso! Fu scioccante!

Facevamo perfino l’amore col phon acceso!”

Restai in silenzio ad ascoltare il mio cliente e non sapevo cosa rispondere, la buttai sulla comicità!

:-“ Beh l’Enel sarà contenta di questa vostra passione comune!”

Scoppiammo a ridere alla mia battuta. Arrivati alla stazione il mio cliente pagò il conto e mi augurò un buon proseguimento. Ricambiai il suo saluto e spensi la stufa.

A fine servizio sulla via del ritorno spensi l’autoradio e accesi i riscaldamenti a manetta e senza accorgermene cominciai a fare la cacca col phon acceso anche in piena estate!