Ho sempre pensato che se non fosse stato per il fatto che di notte lavoro guidando il taxi, avrei fatto lo speaker radiofonico notturno.

Accompagnare con la mia voce insonni ascoltatori fino all’alba o semplicemente conciliare loro il sonno.

Nelle ore notturne, soprattutto nella fascia che va dalle 2:00 alle 5:00 del mattino, le parole diventano più precise, non c’è in un discorso la necessità di usarne tantissime per farsi ascoltare.

Le parole da stratte diventano concrete ed assumono forma e peso, ecco allora che bisogna essere dei bravi ingegneri del suono in grado di mantenere quel delicato equilibrio tra chi parla e chi ascolta, basta veramente poco per rimanere schiacciati sotto il peso di parole esagerate!

Allo stesso modo mi trovo ad affrontare chi siede sul retro del mio taxi, sarà un cliente loquace o taciturno?

Una rapida occhiata a come tengono le spalle quando alzano il braccio per fermarmi, poi , una volta saliti, attraverso lo specchietto cerco di incrociare il loro sguardo. In 40 anni di carriera mi hanno raccontato di più i loro occhi che le loro bocche.

Alcuni clienti hanno sguardi spenti e fissi, altri incutono paura per i buchi neri che si ritrovano al posto degli occhi in grado di inghiottire tutto ciò che li circonda. Altri ancora hanno lo sguardo vivo, lucido, curioso e scintillante.

I miei clienti preferiti sono quelli che con gli occhi non stanno mai fermi, li muovono continuamente a destra e a sinistra, si guardano attorno, i tappetini, i sedili, arrivano fino al cruscotto e giocano a guardie e ladri nascondendosi ogni volta che si incrociano coi miei.

Durante una corsa uno di questi mi disse:

-“ Deve sentirsi molto fortunato ad avere una bella famiglia che l’aspetta a casa.”- 

-“ Perché mi dice ciò?”- lo interrogai –

-“ La targhetta che porta sul cruscotto “VAI PIANO, TI ASPETTIAMO” “-

-“ Ah quella dice! Beh in realtà vivo da solo!”- gli risposi.

-” Perché allora tiene quella targhetta?”- mi chiese incuriosito. 

-“ Perché quando si fanno le otto di mattina e mi reco a casa stanco e insonnolito mi piace pensare che ci sia qualcuno sveglio ad aspettarmi, che mi faccia sentire meno solo di quanto in realtà sia, che mi faccia sentire importante e che pensi che il mio lavoro sia il più bello del mondo.”